“L’Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. È una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. È un modo di vivere. I suoi elementi sono quei tratti essenziali dello spirito umano che non possono essenziali dello spirito umano che non possono essere spiegati con una terminologia logica. Si tratta di sensazioni e passione, cose che hanno a che fare più col cuore che col cervello.” - Orazio Satta Puliga, direttore e progettista Alfa Romeo dal 1946 al 1974. La genesi del museo: un imprenditore che diventa un collezionista, che colleziona “oggetti d’arte” . Questo sicuramente è stato lo spirito che lo ha animato. Per lui non erano e non sono solo auto. Per lui e per milioni di Alfisti nel mondo. Sono opere dell’ingegno umano di meccanica, design, ingegneria, così come ha sintetizzato in maniera molto efficace un recensore in Tripadvisor: - Credo che entrare in questo luogo "sacro" per i veri Alfisti sia come entrare in San Pietro per un cristiano cattolico. Ho avuto la fortuna di poter visitare il Museo Cozzi di Legnano … mi ha aperto questo luogo meraviglioso. Cresciuto in mezzo alle Alfa di mio zio … mi sono trovato immerso e circondato da tutte quelle Alfa che mi facevano sognare da piccolo a cominciare dalla 1900 Super per finire alla serie Giulia GT 1300 junior, 1600 e 2000 Quadrifoglio Verde passando per le varie Giulietta Berlina ed Alfette senza dimenticare le Spider 1300 e 1600 ed infine il Duetto Osso di seppia ed a coda tronca. Avrei voluto restare lì per giorni e giorni e sedermi ancora al volante di questi gioielli ITALIANI che hanno fatto la storia del nostro Paese … tappa obbligata per gli Alfisti ed anche per chi non lo è ... una galleria d'Arte imperdibile.- Come descrivere Pietro Cozzi? Osiamo definirlo un imprenditore illuminato, che investe per creare una collezione privata di oggetti iconici, a livello mondiale, e che poi trasforma in una collezione pubblica: un museo. Per tutti. Entrando nel museo è spontaneo considerare le nostre auto come unicum, una raccolta di arte. La realizzazione stessa del luogo che le ospita, un progetto concepito per accogliere opere d’arte, come un vero e proprio museo. Scrive la rivista “Abitare” in occasione del numero dedicato al Salone del Mobile 2016: “Una delle più complete collezioni di Alfa Romeo ha trovato una collocazione suggestiva all’interno di un ex magazzino ipogeo degli anni Cinquanta. Il progetto è di Gabriele e Oscar Buratti, che hanno costruito una complessa scenografia per esaltare i singoli pezzi in mostra e incantare gli appassionati. … il museo presenta tre navate ritmate da una serie di colonne che insistono su un pavimento concepito come un manto stradale, trattato con cemento grezzo resinato nero sul quale sono state dipinte le classiche strisce bianche tratteggiate di mezzeria. Nelle navate laterali si trovano le berline da una parte e le coupé dall’altra, allineate come se fossero state parcheggiate in attesa di riprendere il cammino; la navata centrale accoglie invece le spider, sfalsate su due corsie, idealmente in moto lungo la strada. Sul perimetro delle navate laterali si trovano poi delle nicchie simili a cappelle che ospitano il Cozzi.Lab: una laboratorio a disposizione di studiosi e ricercatori per consultare i documenti e i materiali connessi alle automobili: dai libretti di circolazione ai disegni originali delle auto, alla grafica del marchio fino ai manifesti pubblicitari.” Arte poi sono anche i singoli pezzi: ancora prodotti quasi artigianalmente (come la 2500 Freccia D’Oro del 1950 della Carrozzeria Alfa Romeo – detta "Il Gobbone") o vestiti da carrozzieri che diventano “sarti”: da Zagato a Farina a Touring a Bertone. E se anche i grandi artisti del '900 disegnarono sculture per celebrare i piloti che vincevano sulle Alfa Romeo, non stavano forse dedicando arte a chi guidava opere d’arte? --- Immagine: 2500 Freccia D’Oro del 1950 della Carrozzeria Alfa Romeo – detta "Il Gobbone" . Alfa Romeo is not just an automotive factory: its cars are something more than vehicles built in the conventional way. It’s a kind of mania, a zeal for a means of transport. It’s a lifestyle, a special way of conceiving a motor vehicle. Something that challenges definition. Its elements are like the irrational traits of human spirit that can’t be explained by logic. They are sensations, passion, all things that have more to do with the heart than with the brain. Orazio Satta Puliga, director and designer Alfa Romeo from 1946 to 1974. The genesis of the museum: an entrepreneur who becomes a collector who collects "art objects". This was certainly the spirit that animated him. For him they were not and are not just cars. For him and millions of Alfisti in the world. They are works of the human ingenuity of mechanics, design, engineering, as well as a reviewer in Tripadvisor very effectively synthesized: - I believe that entering this sacred place for the true Alfisti is like entering St. Peter's for a Catholic Christian . I was fortunate enough to be able to visit the Museo Cozzi di Legnano ...they opened me this wonderful place… Growing up in the middle of my uncle's Alfa Romeo ... I was immersed and surrounded by all the Alfa who made me dream beginning from the 1900 Super to finish with the Giulia GT 1300 junior, 1600 and 2000 Quadrifoglio Verde series for the various Giulietta Berlina and Alfetta without forgetting the Spider 1300 and 1600 and finally the Duetto “osso di seppia”. I wanted to stay there for days and days and still sit at the wheel of these ITALIAN JEWELRIES that have made the history of our country ... a compulsory stage for the Alfisti and also for those who are not ... an unmissable art gallery.- How to describe Peter Cozzi? We call it an enlightened entrepreneur who invests in creating a private collection of iconic objects worldwide, and then transforms it into a public collection - a museum. For everyone. Entering the museum is spontaneous considering our cars as unicum, a collection of art. The very realization of the place that hosts them, a project designed to host works of art, as a real museum. The magazine "Abitare" at the number dedicated to the Salone del Mobile 2016 wrote: " One of the most complete collections of Alfa Romeocars has found an evocative home inside a former underground 1950s warehouse. The design is by Gabriele and Oscar Buratti, who have constructed a complex setting to make the most of the individual pieces on display and excite the many fans of these cars ... the museum has three aisles rimmed by a series of columns standing on a floor thatis created to appear as if it were the surface of a road:and is made of rough cement. It has been treated with blackresin on which the classic broken white line down the centre of a road has been painted. The saloons are placed in oneaisle and the coupés in the other, and they are lined upas if parked while waiting to continue their journey. The nave on the other hand houses open sports cars,staggered in two lanes, as if moving along the road.In the perimeter of the aisles are set niches resembling chapels that house the Cozzi.Lab, a facility at the disposal of scholars and researchers where they can consult documents and materials connected with the vehicles:from registration papers to the original designs of the cars,from the graphics of the trademark to advertising posters. "Arts are also the single pieces: still almost artisanal products (such as the 2550's Golden Arrow of the 1950's Alfa Romeo - called "Il Gobbone") or garments that become "tailors": from Zagato to Farina to Touring Bertone.And if even the great 19th-century artists designed sculptures to celebrate the drivers who won on Alfa Romeo, were not they perhaps dedicating art to those who drove artworks? --- Image: 2500 Alfa Romeo Body Art 1950's Golden Arrow - called "The Gobbone" MUSEO FRATELLI COZZI (Italy) Go to Museo Fratelli Cozzi's website